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Critica

Rassegna Stampa

"«È stato bello ed emozionante ascoltare ieri l'altro alle Muse, per il Concerto della Memoria degli Amici della Musica di Ancona realizzato in collaborazione con l'Orchestra Filarmonica Marchigiana, l'intenso melologo per quattro voci recitanti e orchestra "Vivi, vivi per sempre", tratto dal romanzo "Vita e destino" dello scrittore e giornalista russo Vasilij Grossman e opportunamente riletto e adattato per l'apposita lettura scenica da Guido Barbieri. Il contrappunto in musica, frutto di una commissione congiunta (Amici della Musica e Form) al compositore Luigi Sammarchi, era affidato alla Filarmonica marchigiana diretta da Jacopo Rivani, pronti ad accogliere con qualche precisione le accensioni strumentali acute e sforzanti, i suoni che irrompono in un crescendo di drammaticità, le percussioni subitanee, le vibrazioni in tensione di sottofondo della vigorosa scrittura.»"
Corriere Adriatico, 28/01/2022
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"«Il concerto prevede una commissione d'opera degli Amici della Musica e della Form: "Vivi, vivi per sempre", melologo per quattro voci recitanti femminili e orchestra richiesto al compositore Luigi Sammarchi, con l'ideazione e l'adattamento del testo firmati da Guido Barbieri, tratto dal romanzo "Vita e destino" di Vassilij Grossman, e precisamente dalla lettera di una madre rinchiusa nel ghetto di Mosca al figlio.»"
il Resto del Carlino, 26/01/2022
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newspaper il Resto del Carlino person Marco Beghelli

Quattro voci per far vivere Dafne Bologna Festival alza il sipario

Guido Barbieri e Luigi Sammarchi raccontano la straordinaria sovrapposizione di nuovo e antico

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newspaper Il PIacere della Lettura person Giuseppina La Face

Frammenti & elettronica - La poesia di Sammarchi

Un ritratto del compositore bolognese Luigi Sammarchi: la sua formazione tra i classici e le avanguardie del Novecento, la predilezione per l'elettronica e la tecnica del "frammento" come nucleo espressivo, fino all'analisi di alcune opere emblematiche del suo catalogo.

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"«All'appuntamento contribuisce una commissione della rassegna a Luigi Sammarchi, compositore bolognese della generazione degli anni Sessanta, che propone in prima assoluta "Dolce mi è sembrato il mio destino fuggitivo", per voce (Sonia Visentin) e live electronics (Alvise Vidolin) su testi di Dino Campana e Pindaro. Si tratta di stratificazioni polifoniche che, con l'uso di otto diffusori acustici in sala, proiettano le linee sonore in una dimensione prospettica, in un dialogo di rifrazioni che fa sembrare luce il suono.»"
La Repubblica, Luc. Bac., 20/09/2017
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"«Al Teatro La Fenice, prima del concerto diretto da Alessandro De Marchi, alla presenza del sovrintendente Cristiano Chiarot e del direttore artistico Fortunato Ortombina, la socia della "Fondazione Amici della Fenice" Marina Gelmi di Caporiacco ha consegnato un assegno al compositore Luigi Sammarchi per la sua nuova partitura "E sì come s'io bevesse al fondo lethe", nell'ambito del progetto "Nuova musica alla Fenice", dedicato quest'anno alla memoria di Giovanni Morelli.»"
Il Gazzettino, 12/01/2014
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newspaper la Nuova Venezia

Aria nuova, arie antiche - La Fenice per tutta la città

Riconoscimento al compositore bolognese Luigi Sammarchi ripreso da Radio 3

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"«Il brano di apertura era una commissione a Luigi Sammarchi, compositore bolognese che già si è fatto apprezzare in più di un'occasione a Venezia. Sammarchi ha proposto "E sì come s'io bevesse al Fondo Lethe…", titolo suggerito da un endecasillabo di Pico della Mirandola, brano per archi caratterizzato da suoni eterei e rarefatti, spesso al ponticello, dissonanze soffuse, armonici acutissimi, pizzicati percussivi dei contrabbassi, corti incisi lamentosi. Una coinvolgente meditazione dai toni intimistici, dedicata alla memoria di Giovanni Morelli.»"
la Nuova Venezia, Massimo Contiero, 10/01/2014
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"«Nell'ambito del progetto "Nuova Musica alla Fenice" Luigi Sammarchi presenta un suo brano inedito, "E sì com'io bevesse al fondo Lethe". Il titolo è la citazione di un endecasillabo di Pico della Mirandola. È da un po' di tempo che lavoro sulla memoria, sulle implicazioni mentali e filosofiche che si stabiliscono tra essa e l'oblio. Ho cercato di applicare queste speculazioni filosofiche a delle strutture musicali. E dato che Giovanni Morelli scrisse un saggio straordinario proprio su memoria e oblio mi è sembrato calzante, quasi naturale, dedicargli questo pezzo. Di solito, nel mio modo di procedere creativo, cerco di estrapolare la forma compositiva dalla citazione poetica.»"
Venezia Musica e Dintorni, Leonardo Mello, 08/01/2014
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"«Con l'integrazione fantasiosa dei live electronics di Alvise Vidolin ha sostenuto un programma esemplare, dando suono e teatro all'ambizioso e forte Alle tacenti stelle di Luigi Sammarchi e al postfuturismo di Per la meccanica dei flauti di Agostino Di Scipio.»"
La Repubblica, Angelo Folletto, 14/10/2012
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"«Il pezzo di Luigi Sammarchi, per esempio. Fascinosissimo. In prima esecuzione assoluta. Dapprima suoni tenui aspirati dello strumento in Alle tacenti stelle – Ipazia. La voce di Lotti quando entra, con sussurri, è eroticissima. Si assiste a un vero convegno amoroso sonoro (non platonico). Più avanti la musica flautistica diventa ultra-free, e l'elettronica naviga accanto, liquida, spaziale. Poi, anche lirismo senza nostalgie.»"
il manifesto, Mario Gamba, 11/10/2012
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